Aveva messo al mondo un delinquente, dicevano le voci quell’estate. Violento e imprevedibile. Rabbioso. Aveva approfittato di una finestra aperta. Si era perfino armato. Li aveva colti nel sonno. Terribile, davvero.
L’adolescenza, un’età ingrata e difficile, per chi la vive e per chi sta intorno a queste creature, non più bambine, non ancora adulte, che sembrano avercela col mondo. Durante l’adolescenza si forma la nostra personalità, si creano ideali e convinzioni, forti solo come a quell’età possono essere. Per gli adolescenti non esiste il grigio, è tutto bianco o nero, e questo si trasforma spesso in frustrazione, ribellione, convinzione di non essere compresi. Dell’animo di un adolescente narra il nuovo romanzo di Elena Varvello, intitolato Solo un ragazzo, pubblicato da Einaudi
. Il protagonista di Solo un ragazzo non ha un nome, è un presenza, che aleggia nel romanzo attraverso le parole e i ricordi di chi l’ha conosciuto. Diciotto anni, capelli lunghi, il cappuccio della felpa calato sul volto. Fin da subito il lettore percepisce che è successo qualcosa di terrificante. Il ragazzo si è macchiato di atti terribili, incomprensibili alla sua famiglia, ingiustificabili dall’intera comunità. E poi cosa gli succede? La violenza risale a un’estate di vent’anni prima, d’allora cosa ne è stato del ragazzo? Intorno a lui gravitano altri personaggi: la madre, il padre, le due sorelle. Personaggi svuotati, privati della normalità della vita quotidiana. Personaggi ai margini, che ripetutamente si chiedono cosa non hanno capito del ragazzo. E insieme a loro il lettore, che fino alla fine del romanzo non capisce se il protagonista soffre di un profondo disagio o è semplicemente un delinquente, come ce ne sono tanti. Se siete alla ricerca di risposte, Solo un ragazzo non è il libro che fa per voi. Perché arrivati all’ultima pagina i dubbi e le domande saranno più delle certezze. Elena Varvello costruisce un personaggio che è un simbolo e lo inserisce in un contesto misterioso, onirico. Di volta in volta, ci immedesimiamo nella madre, nel padre, nelle sorelle. Soffriamo con loro. Li giustifichiamo negli errori e nei cedimenti. Ma il mistero che aleggia intorno al ragazzo resterà irrisolto. Ma alla fine, la vita non sempre offre risposte certe, per questo Solo un ragazzo è una perfetta metafora dell’esistenza. Un romanzo arcano, perfetto per chi vuole farsi avvolgere dalla spirale dell’adolescenza.
Image Source: Einaudi